14 dicembre 2014: Giornata sociale a Policoro, tra sole, mare e macchia mediterranea

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La scorsa domenica si è svolta la consueta “giornata sociale”, che ci ha visti impegnati in una tranquilla passeggiata nel Bosco Pantano di Policoro, accompagnati dal sole e da una piacevole temperatura primaverile. Lasciati i giubbotti invernali in auto, abbiamo imboccato il sentiero nei pressi del Museo Naturalistico, per procedere tra arbusti profumati di Mirto e Lentisco; ben presto abbiamo deviato per affacciarci su un piccolo stagno retrodunale, dove ha fatto bella mostra di sé un Pendolino, in equilibrio tra le cannucce di palude.

Continuando lungo il sentiero principale, siamo giunti al canale scolmatore, dove, complici le operazioni di pulizia dello stesso,  abbiamo potuto ammirare un paio di Ballerine gialle. Già prima dello “scolmatore”, la macchia aveva lasciato il posto ad essenze arboree quali l’Ontano nero, la Farnia e l’Olmo campestre, tutte avviluppate da Edera e Salsapariglia.

Costeggiando il canale, ci è apparso il Bosco Pantano in tutta la sua particolarità: maestose fustaie di Frassino meridionale si alternavano a Pioppi bianchi, mentre dal suolo spuntavano, fitte e scure,  le foglie degli Iris d’acqua, in fiore ad Aprile-Maggio, quando una lama d’acqua  ricopre il terreno.  Procedendo verso la Foce del Sinni, ci siamo soffermati sui cespuglietti bassi di Timo capitato e su qualche grosso Ginepro coccolone; in vicinanza della foce, vecchie Tamerici ormai morte ci hanno fatto constatare la velocità con cui la costa arretra anche in questa zona, mentre, sulla sabbia, abbiamo guardato delle orme di Lontre, che passeggiano spesso, indisturbate,  su questi arenili.

La pausa pranzo presso la Foce è stata rigenerante e piacevole grazie al tepore del sole, invece passare a piedi nudi un canale di acque fredde sulla strada del ritorno ci ha ricordato di essere pur sempre in inverno; per ritornare alle auto abbiamo preso il sentiero che passa dietro le dune, oltrepassando gli stagni retrodunali grazie ai ponticelli in legno. In ultimo, abbiamo dato uno sguardo alla rara Efedra distachia, mentre Miglarini di Palude, Fanelli e Cardellini si spostavano frenetici sulle cime degli arbusti ed una Volpe, noncurante della nostra presenza, si abbeverava tranquilla negli stagni.

Un grazie ai Soci, per aver risposto numerosi all’invito ed ai simpatizzanti, con l’augurio di rivederli ancora e sempre più spesso durante il nuovo anno di attività di Lanius.