Lo Scoiattolo meridionale, un grazioso roditore dal sangue calabro-lucano

scoiattolo meridionaleLo Scoiattolo comune (Sciurus vulgaris) è un simpatico mammifero appartenente  alla famiglia degli  SCIURIDAE, diffuso dall’Europa occidentale al Giappone, laddove siano presenti gli habitat idonei ad ospitarlo.

Le popolazioni presenti in Calabria e Basilicata appartengono ad una sottospecie ben differenziata (Sciurus vulgaris medionalis) avente caratteri genetici completamente diversi dalle altre popolazioni, tanto da porla come una possibile specie distinta.

La caratteristica più evidente della sottospecie meridionale è data dalla colorazione quasi completamente nerastra, a differenza invece delle popolazioni Europee (diffuse anche in Italia centro-settentrionale), che presentano la classica livrea marrone-rossiccia. In entrambe le forme, tuttavia, le parti inferiori risultano biancastre.

Lo Scoiattolo meridionale ha una distribuzione molto ristretta e limitata a Calabria e Basilicata. Ad oggi le informazioni disponibili in letteratura indicano il massiccio del Pollino quale limite settentrionale di distribuzione.

faggetaLo Scoiattolo vive in boschi di conifere e/o latifoglie, in Basilicata predilige faggete ed abetine pure o miste, ricchi di grossi alberi maturi, sino ai 2000 metri di quota. E’ una specie  generalista, ovvero abbastanza adattabile in funzione della disponibilità trofica; si nutre dei semi delle conifere, di ghiande, nocciole e piccoli frutti, che accumula in dispense nei mesi di maggior ricchezza, per poi servirsene nei momenti di necessità.

Questo piccolo roditore arboricolo costruisce un nido che consiste in un intreccio di ramoscelli alle biforcazioni dei rami, in luoghi protetti dalle intemperie e poco visibili, diventando quasi “maniacale” quando lo allestisce: lo riveste di muschio ed altro materiale isolante, talvolta allarga le cavità dei tronchi preesistenti, fabbrica più camere ed ingressi per scappare in caso di attacco dei predatori. A volte condivide il suo riparo coi “familiari”, ma non per certo per affetto, quanto per sfruttare il calore di più corpi  assieme durante l’inverno; allo stesso scopo usa la sua folta coda, una coperta eccezionale! La stessa coda è utilizzata per equilibrarsi durante i balzi agili tra i rami e funge quasi da paracadute quando si lancia, senza paura, da un albero all’altro.

Gli Scoiattoli sono perlopiù solitari, seppure possiedano una minima gerarchia “sociale”: quando, ad esempio, due maschi si incontrano durante il pasto, è il meno robusto a dover restare digiuno. Si riproducono dalla fine di dicembre a settembre,  due volte in un anno e da ogni parto nascono da due a quattro piccoli, che nel giro di tre mesi si rendono perfettamente indipendenti.

Lo Scoiattolo è preda appetita da vari predatori tra cui la Martora, la Faina, il Gatto selvatico e l’Astore.  Non corre, fortunatamente,  un significativo o immediato rischio di estinzione, però  un potenziale pericolo è  dato dalla competizione con alcune specie alloctone come lo Scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis), diffuso in Italia centro-settentrionale, e lo Scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii), originario del Sud-Est Asiatico e presente lungo la Basilicata tirrenica.

Anche la frammentazione delle aree boschive rappresenta un potenziale fattore di rischio, tant’è che in Italia la specie è in buona salute nelle zone montane, mentre risulta molto raro e localizzato nei boschi planiziali.

(M. Campochiaro – E. Fulco)