Seguendo le orme. Monte Malerba (29-01-2012)

callipolisDomenica 29 gennaio 2012 approfittando di una bella giornata di sole, i soci di Lanius hanno compiuto una interessante escursione nella foresta di Gallipoli-Cognato toccando le località Caserma San Nicola, Serra del Monte, Monte Malerba, Tempa Castello e Lago Cirminale poste tra i 900 ed i 1.100 metri sul livello del mare.

Abbiamo camminato tra splendidi boschi di cerri, farnetti e roveri meridionali, arricchiti da tigli e aceri, ma anche da bellissimi e fiabeschi boschetti di agrifogli, questi ultimi relitti vegetazionali di epoche lontane, più calde ed umide, poi rifugiatisi in località dal particolare microclima fresco  a seguito dei successivi cambiamenti climatici.

Tra ciclopici massi di arenaria e vette rocciose utilizzate dall’Uomo per insediamenti medioevali e punti di vedetta per il controllo del territorio (abitato di Callipolis), abbiamo seguito piste forestali e sentieri lungo i quali abbiamo incontrato una miriade di tracce. Innanzitutto escrementi di lupo, contenenti evidenti peli di cinghiale, ma anche quelle, più comuni, della volpe, lasciate in maniera caratteristica su sassi e punti sporgenti per marcare il territorio; altre fatte rinvenute sono quelle più piccole e dalla tipica forma a spirale dei mustelidi (faine e martore), quelle del meno comune tasso lungo un sentiero tra l’erica; interessante il rinvenimento di escrementi di ungulati (cervo o capriolo?) trovate ai margini di un sentiero, segno della rinnovata presenza di questi cervidi a seguito dei diversi progetti di reintroduzione e quelli dell’istrice in una zona con grandi massi, dove probabilmente ha scavato il suo rifugio (nelle vicinanze erano presenti alcuni aculei).

lupoLa giornata ci ha riservato non solo l’osservazione di tracce di mammiferi, ma anche di uccelli: abbiamo constatato la presenza indiretta di alcuni rapaci notturni tra cui il comune allocco, qui nidificante grazie alla presenza di boschi naturali, con individui vetusti e ricchi di cavità e di zone rocciose dotate di cavità naturali, nei pressi dei quali abbiamo trovato le tipiche borre grigiastre, al cui interno erano presenti le ossa di micro mammiferi (arvicole, topi selvatici).

Le osservazioni ornitologiche sono state completate dall’ascolto del bellissimo canto della tordela, dei versi eccitati e del canto lamentoso del raro picchio rosso mezzano, dal volo silenzioso della beccaccia nel bosco e dai corvi imperiali impegnati in voli di coppia nelle zone rocciose e rupestri.

 

di Adriano Castelmezzano

 

 

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